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ALLUVIONI E CRISI CLIMATICA

Legambiente nel 2024 ha registrato che la Regione più martoriata dalle alluvioni è stata l’Emilia-Romagna. In un anno in cui in tutto il Paese si sono registrati 351 eventi meteo estremi, la maglia nera spetta alla Regione, con 52 episodi, mentre le province più colpite sono state quelle di Bologna e di Ravenna. È chiaro che non siamo più di fronte ad episodi eccezionali ma a catastrofi causate dall’attività umana e non solo dalla crisi climatica, con danni valutati, per quanto riguarda la Romagna, in 9 miliardi di euro.

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Ma non dimentichiamo che l’Emilia-Regione è anche maglia nera per il consumo di suolo. Lo certifica l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). La cementificazione nel 2023 si è mangiata circa 815 ettari; in crescita anche nelle aree a rischio idraulico. Tra il 2006 e lo scorso anno sono spariti 11 mila ettari di terreno a Ravenna con 89 nuovi ettari costruiti, per cui è il secondo Comune in Italia. Il consumo di suolo tende a concentrarsi nelle aree più pianeggianti. Nella mappa dei Comuni della Regione più cementificati in prima posizione resta Cattolica, seguita da Riccione. Le nuove costruzioni vanno a cambiare il territorio, contribuendo ad aumentare il rischio che fenomeni estremi provochino disastri, soprattutto in una zona a rischio terremoti. Tutto il litorale romagnolo, purtroppo, è costellato di strutture alberghiere e turistiche che non fanno che aumentare il rischio idrogeologico della Regione.

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Col maltempo torna la paura, mentre la manutenzione dei fiumi è scarsa, come denuncia il nuovo Presidente della Regione De Pascale, che ha chiesto al governo di sbloccare al più presto gli aiuti per l’alluvione del 2024 individuando le opere da realizzare. Negli ultimi due anni, ha rivendicato la Regione, sono stati completati oltre 300 cantieri. Gli argini, in questa ultima alluvione, hanno tenuto anche se il Reno a Bologna e il Lamone in Romagna li hanno messi a dura prova. Il terreno era fradicio, le piogge sono state forti: 200 millimetri a Marradi e, nel bacino del Lamone, 135 in provincia di Forlì-Cesena. “Grazie alle allerte meteo, il disagio è stato limitato, bisogna, purtroppo, imparare a convivere con una sana paura“, ha detto Michele De Pascale, “perché l’Emilia-Romagna è un territorio di bonifica e ha una grande fragilità. I prossimi 10 anni la sicurezza del territorio è la priorità delle priorità, e bisogna imparare a convivere con una sana paura“.

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Purtroppo, il 94% dei nostri Comuni è esposto ad alluvioni, frane ed erosione costiera. Secondo uno studio della rivista scientifica Nature nei fiumi europei sono presenti oltre 1,2 milioni di barriere, dighe e altri ostacoli che frenano il naturale fluire dei corsi d’acqua, favorendo l’accumulo dei detriti e di conseguenza il rischio di esondazione. Per questo, L’UE ha lanciato l’iniziativa per la rimozione delle barriere superflue. Dopo due anni, l’Italia è all’ultimo posto della classifica europea non avendone eliminato neppure una tra il 2021 e il 2022. Purtroppo, bisogna eliminare le barriere più vecchie e superflue e pianificare nuovi interventi infrastrutturali per limitare al massimo i danni. Come fare?

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Un esempio ce lo offre l’Emilia, dove le casse di espansione sono riuscite a contenere e limitare i danni nel territorio modenese, reggiano e parmense. In Romagna, invece, sia per i costi di espropriazione dei terreni necessari alla loro realizzazione, sia perché sono interventi il cui rendimento politico immediato è molto basso, gli amministratori sono solitamente restii a impegnarsi in progetto del genere. Un altro esempio, questo, di immobilismo generale, che poco ha a che fare con l’attivismo politico. Se questa è la situazione non possiamo continuare a bloccare queste opere necessarie per limitare le esondazioni e per rallentare il deflusso filtrando allo stesso tempo i detriti che intasano i letti dei corsi d’acqua.

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I tecnici hanno fatto la loro parte, indicando i provvedimenti da assumere ma bisogna vedere se questo cambio alla direzione della Regione riesce a superare questo immobilismo denunciato dai tecnici, lavorando nella direzione la loro indicata.

Marzo 2025

Avv. Eugenio Oropallo

ALLUVIONI E CRISI CLIMATICA

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