ISRAELE SOTTO ACCUSA ALL’ONU
La Commissione indipendente di inchiesta sui territori occupati, istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani dalle Nazioni Unite, sostiene che durante i 15 mesi di guerra le autorità israeliane hanno intenzionalmente attaccato i principali centri per la fertilità a Gaza e limitato l’arrivo dei farmaci per le donne in gravidanza e per la cura neonatale. “Hanno in parte distrutto la capacità riproduttiva dei palestinesi” nonché commesso atti di violenza sessuale sulle donne palestinesi costrette a denudarsi davanti agli uomini come “strategia” di guerra per punire i palestinesi.
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Atti che la giudice sudafricana Navi Pillay, Presidente della Commissione d’inchiesta, definisce “misure volte a impedire le nascite” che rientrano nella definizione di possibile genocidio senza, però, accusare lo Stato ebraico.
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Il report è stato contestato da Netanyahu “il consiglio per i diritti umani dell’ONU – dice il premier – è un circo anti-israeliano, un organismo antisemita, corrotto sostenitore del terrorismo“.
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Hamas, al contrario, ritiene che “il rapporto delle Nazioni Unite conferma ciò che è accaduto sul terreno: un genocidio e la violazione di tutti i principi umanitari” (parole del portavoce del movimento Hazem Qassen). In questi ultimi giorni Israele ha bloccato gli aiuti alimentari necessari per la sopravvivenza del popolo palestinese.
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“Nella striscia di Gaza la situazione è drammatica, manca tutto“, dichiara il rappresentante di Emergency. “Gli aiuti alla popolazione non possono diventare una merce di scambio. Il blocco ai valichi mette in ginocchio gli ospedali e c’è pochissima acqua. Con il cessate il fuoco i superstiti a Gaza hanno respirato per un attimo. Ma sono tutti sopraffatti, stressati e la possibilità che la guerra riprenda terrorizza tutti. Sarebbe più che una tragedia. Non può e non deve succedere“.
Marzo 2025
Avv. Eugenio Oropallo